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Come immaginerai, la rete ferroviaria italiana di oggi è molto diversa da quella del passato, grazie ai cambiamenti apportati dalle nuove tecnologie e dalla digitalizzazione.

Ma non si tratta solo di cambiamenti visibili, spesso anzi i cambiamenti più grandi sono invisibili!

Per esempio, negli anni sono scomparsi i semafori ferroviari, quelle luci tra i binari che quando erano rosse bloccavano i convogli, e quando erano verdi imponevano comunque limiti di velocità molto bassi in vista del semaforo successivo.
Oggi invece esiste la segnalazione in tempo reale grazie a un computer di bordo connesso alla Rete e a una serie di sensori a bordo treno, che permettono di analizzare i dati (per esempio la temperatura e la pressione dei binari) necessari a conoscere una serie di informazioni che vengono elaborate dal sistema centrale per fornire indicazioni utili a prevenire e programmare gli interventi di manutenzione.

Ma come funzionano questi sensori? Alla base c’è una grande tecnologia.

Si parla di IoT, acronimo di Internet of Things, espressione coniata nel 1999 al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, da Kevin Ashton, ricercatore, ingegnere e manager inglese.

In sostanza si tratta di un sistema di riconoscimento e scambio di informazioni tramite Internet, che consente l’autoaggiornamento dei dati in tempo reale.

Per compiere questa rivoluzione digitale le Ferrovie dello Stato Italiane hanno firmato un accordo con Sap, multinazionale europea leader nell’uso e nello sviluppo di software di questo tipo, dedicati in particolare all’industria e ai servizi.

 

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